Vicìnie

Manifestazione dell’autonomia di cui godeva la vallata camuna, la vicinia (ossia l’ente formato dagli abitanti del vicus, il villaggio) gestiva tutti i beni comuni della comunità: prati, pascoli, mulini, segherie, oltre all’acquisto e distribuzione di prodotti considerati fondamentali, come il sale, un tempo bene molto ricercato in area alpina; ancora oggi ogni anno la Vicinia di Ponte ne distribuisce due chili ad ogni membro.
Nella vicinia potevano votare solo i capifamiglia maschi, ed erano esclusi dai diritti –ma non dagli oneri- i “forestieri”, termine con cui si indicavano le famiglie non facenti parte della vicinia al momento della sua costituzione, indipendentemente da quanto tempo abitassero nel paese.
Abolite da Napoleone nel 1806 ed i loro beni incamerati dai neonati comuni, attualmente nel comune di Ponte di Legno le vicinie sopravvivono a Poia, Ponte e Zoanno.